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Un ponte di solidarietà con l’Ucraina

La Regione pronta ad accogliere i profughi nei borghi spopolati. In prima linea la Chiesa e le associazioni umanitarie

Manifestazioni in piazza nelle principali città, raccolte di fondi, farmaci e generi alimentari organizzate dalle diocesi, dalle parrocchie, dalle Caritas, dalle associazioni umanitarie e del terzo settore e dalle istituzioni, la disponibilità all'accoglienza dei profughi da parte di molti comuni. La Calabria non si è voltata dall'altra parte mobilitandosi a sostegno della popolazione ucraina colpita dall'invasione armata della Russia di Putin.

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Sono tante le iniziative e le azioni concrete che le diverse articolazioni del mondo calabrese - da quelle istituzionali a quelle politiche, da quelle sindacali a quelle associazionistiche - stanno mettendo in campo in segno di solidarietà agli ucraini, che tra l'altro costituiscono in Calabria una delle comunità straniere più numerose e integrate.  Nei prossimi giorni la Regione approverà una delibera per l'accoglienza dei profughi dell'Ucraina: lo ha annunciato il governatore calabrese Roberto Occhiuto in un video su facebook nel quale commenta il servizio di un telegiornale nazionale sul conflitto in Ucraina. «Ho la responsabilità di governare una Regione. Una Regione - ha sostenuto Occhiuto - che è stata sempre terra di accoglienza, e lo sarà anche in questa occasione. Ho chiesto agli uffici di preparare una delibera per dare la possibilità ai sindaci che lo chiedessero di destinare alcune abitazioni nei loro Comuni, magari nei loro borghi che si stanno spopolando, alle persone che scappano dalla guerra, alle persone che pensano di non avere più speranza, di non avere più futuro.

L'articolo integrale nel Settimanale di venerdì in formato digitale:

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