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Telefoni e cancelleria, chi spende di più?

L’esborso della Calabria, per esempio, si attesta a 252.838 euro, mentre il Lazio ha speso 732.093 euro e la Regione Siciliana 615.431 euro

ROMA - Quanto costano a Regioni e città italiane le bollette telefoniche? E nell’era della digitalizzazione, chi spende di più per carta e cancelleria? Secondo la ricerca realizzata dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana, che ha stilato una classifica dei costi sostenuti nel 2020 da Regioni e capoluoghi di Provincia per il mantenimento dei loro uffici e delle loro strutture. 

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Napoli vince il campionato italiano dell’efficienza per quanto riguarda le spese in telefonia fissa, mobile e carta, scoprendosi virtuosa per tutte e tre le voci di spesa: nel 2020 il capoluogo campano ha speso 351.166 euro per la telefonia fissa, 69.946 euro per quella mobile e 40.001 euro per carta e cancelleria guadagnando il primo posto della classifica. Completano la top 10 dei Comuni capoluogo di provincia più efficienti: Arezzo, Cuneo, Reggio Calabria, Asti, Imperia, Forlì, Viterbo, Cagliari e Piacenza. In cima alla classifica troviamo le regioni ‘virtuose’ e quindi premiate con una tripla ‘A’, dal momento che la cifra spesa viene considerata dall’algoritmo del Centro Ricerche della Gazzetta Amministrativa “inferiore o uguale” alla media di riferimento per quel singolo Ente. Parliamo di: Basilicata, che nel 2020 ha speso 17.745 euro in bollette di telefonia fissa; Liguria (41.532 euro); Lombardia (160.026 euro); Sicilia (171.223 euro); Veneto (103.618 euro). Bene anche Marche (88.928 euro) e Toscana (180.119 euro), che si guadagnano una doppia ‘A’.

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