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Alla ricerca di un posto di lavoro da più di un anno

In Calabria nel 2020 - secondo i dati diramati dal Laboratorio economico territoriale delle politiche del lavoro della Regione Calabria -  sono 84.116 persone

Il 50 per cento della platea di disoccupati calabresi da più di 12 mesi  ha poi un’età compresa tra 25 e 44 anni

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CATANZARO - Alla ricerca di un posto di lavoro da più di un anno. In Calabria nel 2020 - secondo i dati diramati, nell’ambito del Programma Gol, dal Laboratorio economico territoriale delle politiche del lavoro della Regione Calabria -  sono 84.116 persone: il 50 per cento della platea di disoccupati calabresi da più di 12 mesi  ha poi un’età compresa tra 25 e 44 anni. E, nel caso della componente femminile, in questa fascia si va a collocare il 54,7 per cento del totale considerato (componente maschile pari al 48,4 per cento).   

Le oltre 54 mila donne in cerca di occupazione si concentrano, inoltre, per il 43 per cento nella provincia di Cosenza, il 19 per cento in quella di Catanzaro e il 17,2 per cento nel territorio di Reggio Calabria. Sempre dai dati emerge, invece, che sono circa 6 mila le donne disoccupate della provincia di Crotone, il 12 per cento dell’intera platea regionale. 

Il dato per classe d’età mostra, più in particolare, come la quota maggiore di donne in cerca di occupazione si concentri nella fascia d’età 15-34 anni, il 46,5 per cento. Nel Cosentino questa percentuale raggiunge il 51 per cento. Una disoccupata su quattro ha un’età compresa tra i 35 e i 44 anni e una su cinque tra i 45 e i 54 anni. Nella provincia di Crotone si registra l’incidenza più significativa di over 55 tra le donne in cerca di occupazione (il 15 per cento).

Oltre ai fenomeni di disoccupazione di lunga durata e della inattività, rientrano nelle categorie dello svantaggio i cosiddetti “lavoratori poveri”. Nel 2020 nella regione si contano circa 96mila famiglie in povertà assoluta su un totale di 806mila famiglie, con un’incidenza pari all’11,9 per cento, mentre, in base a quanto dice il report citato, a livello nazionale l’incidenza delle famiglie in povertà assoluta, sul totale delle famiglie italiane, è pari al 7,7 per cento. Considerando gli individui in età lavorativa appartenenti alle famiglie povere calabresi, si osserva come il 27 per cento di essi, pari a 37.525 unità, risulti occupato, il 25 per cento in cerca di occupazione, pari a 35.550 unità, e il 48 per cento in condizioni di inattività, pari a 66.503 unità. A distribuzione degli individui in povertà assoluta, per condizione professionale e titolo di studio, mostra un’incidenza maggiore di coloro che sono in possesso di un titolo di studio che arriva al massimo alla licenza media per tutte e tre le condizioni professionali analizzate; in particolare è in possesso di un titolo di studio basso il 53,6 per cento degli occupati, il 60 per cento dei disoccupati e il 65,5 per cento degli inattivi.

Per quanto riguarda gli individui in povertà assoluta che hanno conseguito il diploma si osserva, infine, come per gli occupati essi rappresentino il 38,4, mentre per i disoccupati il 30 e per gli inattivi il 33,7.

In ultimo, considerando gli individui laureati che vivono in famiglie in povertà assoluta, si evidenziano percentuali più basse rispetto agli altri titoli di studio, in particolare l’8 per cento degli occupati in povertà assoluta è in possesso della laurea, il 10,1 dei disoccupati e lo 0,8 degli inattivi.  

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