Parliamo di “Babylon” , il film diretto da Damien Chazelle, premio Oscar per “La La Land” che racconta in chiave romanzata uno spaccato ben preciso della Hollywood
Los Angeles, anni ’20, un epoca d’oro per questa parte d’America, regno della sregolatezza, dell’esuberanza e delle folle ambizioni
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Los Angeles, anni ‘ 20 del Novecento. E’ l’epoca d’ oro di Hollywood, regno della sregolatezza, dell’ esuberanza e delle folle ambizioni ma è anche un momento cruciale per l’ industria cinematografica, con il passaggio dai film muti a quelli sonori. Una rivoluzione che segnerà l’ascesa di nuove stelle e la rovina di vecchie glorie. E’ a cavallo degli anni ‘ 20 e ‘ 30 che vivono i protagonisti di “Babylon” , il film diretto da Damien Chazelle, premio Oscar per “La La Land” ,nel quale il regista racconta in chiave romanzata uno spaccato ben preciso della Hollywood di quegli anni, passando attraverso il punto di vista di svariate figure chiave dell’ industria cinematografica che vivono il grande sogno del successo.
I protagonisti della storia sono Nellie, Manny e Jack. Nellie LaRoy (Margot Robbie) , è una giovane e bellissima donna che sa di essere una stella del cinema, anche se non ha ancora recitato in nessun film. Manny Torres (Diego Calva) , è un immigrato messicano disposto a fare di tutto pur di far parte di qualcosa più grande di lui. Jack Conrad( Brad pitt) , è un famoso attore, tra i più pagati di Hollywood, noto per la sua vita privata sregolata, tra feste, divorzi e affari poco chiari, preoccupato dall’ arrivo del sonoro, che rischia di stroncargli la carriera. Un quarto protagonista principale della storia è Sidney Palmer (Jovan Adepo), giovane trombettista jazz che ha l’opportunità di iniziare una carriera nel cinema. Composto da macro-sequenze che, prese singolarmente, possono costituire quasi dei cortometraggi, “ Babylon” viaggia tra la commedia e il dramma, strizzando l’ occhio al musical, all’ horror, al western, perdendosi continuamente e ritrovandosi nello stile registico di Chazelle, nel suo montaggio, nel suo utilizzo incalzante della colonna sonora, sempre firmata da Justin Hurwitz. “Babylon” ha una straordinaria forza motrice che trascina lo spettatore attraverso generi, toni, situazioni completamente diverse tra loro, ma risente anche di questa sconfinata ambizione e questo desiderio di essere eccessivi, per mostrare “ciò che Hollywood è sempre stata brava a nascondere” , ha dichiarato lo stesso regista. “Babylon” è una creatura imperfetta, cangiante e caotica, una vera e propria babilonia cinematografica in cui Chanzelle sperimenta attraverso stili e narrazioni differenti, tutti comunque riconducibili alla sua idea di cinema.











