Accanto a Claudia Gerini, il catanzarese Francesco Colella sempre più amato e apprezzato dal cinema e dalla televisione
Arriva nelle sale “Mancino naturale” del regista Salvatore Allocca: dalla scrittura alla regia, dalle location alle interpretazioni, dalla musica agli altri reparti suonano all'unisono, offrendoci un preciso spaccato del mondo e della società in cui viviamo, assieme al bellissimo ritratto di una donna e madre simile a una tigre ferita. E se è inevitabile pensare a un remake contemporaneo, mutatis mutandis, di Bellissima, tutte le storie in qualche forma sono state raccontate: l'importante, in fondo, è modo in cui si riesce a rielaborarne i temi facendole sembrare nuove.
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Isabella è vedova, egoista e concentrata sull'obiettivo di ottenere per il figlio, giovanissimo e dotato calciatore, quell'ingresso nel vivaio di una squadra di rango che potrebbe dar loro soldi e successo e toglierli dalla vita in una casa popolare della piccola provincia, mantenuta con lavori precari. E fa di tutto per offrire a Paolo (chiamato così dal padre vicentino in onore di Paolo Rossi) quei minuti in più al provino, a suo dire sufficienti a farlo scoprire dal talent scout di una grande squadra. Isabella sa di essere imbrogliata, si infuria e strepita, ma poi corre dietro all'uomo che ha appena insultato dicendo che sì, quei soldi li troverà, non c'è problema. A salvare lei, ma soprattutto il figlio da questa ossessione arriverà un uomo mite e un po' sfigato, uno sceneggiatore tv in debito con la vita ma in pace con se stesso e capace di ascolto.
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