Una commedia drammatica che incrocia tre storie accomunate da una spinta al cambiamento e da una verità di sentimenti
La sceneggiatrice Giulia Louise Steigerwalt esordisce nella regia con Settembre, una commedia drammatica che incrocia tre storie accomunate da una spinta al cambiamento e da una verità di sentimenti. La neo regista è la sceneggiatrice di film di successo come Moglie e marito, Il Campione e Marilyn ha gli occhi neri, e che debutta dietro alla macchina da presa con Settembre. Non senza fatica è riuscita a convincere Matteo Rovere e Sydney Sibilia di Groenlandia di essere pronta a tenere le redini di un set. Alla fine ce l'ha fatta, e il risultato è un film godibilissimo, dolcemente malinconico, profondo, a suo modo intimo e dotato di quella leggerezza che Italo Calvino tanto amava e che qui si mescola con un'autenticità di sentimenti che è raro trovare, e che invece di fare capolino qua e là, informa scene intere, dialoghi, personaggi.
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Il film prende spunto da vicende realmente accadute e incrocia tre storie: una con protagonisti due preadolescenti, un'altra incentrata su una madre di famiglia snobbata dal marito e con un problema di salute, e un’altra ancora che ruota intorno a un medico che vive in un limbo e a una giovane prostituta che non ha mai smesso di sognare. Ad accomunarle è il risveglio da un torpore, insieme alla consapevolezza che esiste uno scarto enorme tra la vita che si fa e quella che si voleva fare. L’impulso al cambiamento arriva per tutti grazie all'incontro con un'altra persona, che dà lo slancio per "saltare il fosso".
Guglielmo, Ana, Francesca, Debora, Maria e Sergio: sono uomini come noi, ma hanno la fortuna di avere un'illuminazione che trasforma il loro rapporto con amici, familiari e soprattutto con loro stessi in una tempesta di sentimenti, imbarazzi e situazioni che però sono universali. Ogni loro parola, e qui si vede la bravura della Steigerwalt sceneggiatrice, rivela un mondo, una verità tenuta nascosta che viene fuori con prepotenza, e nello stesso tempo con grazia e delicatezza, proprio quando tutto sembrava perduto, noioso e banale. Ai personaggi di Settembre John Lennon canterebbe, se fosse vivo: "La vita è qciò che ti accade mentre sei impegnato a fare altri progetti". Giulia sarebbe d'accordo con l'ex Beatle, ma nel frattempo ha abbracciato le sue creature, avvicinandosi ai loro visi con la macchina da presa per cogliere anche le piccole imperfezioni che li rendono unici e adorabili. E se il racconto scorrevole distoglie lo spettatore dalla parte tecnica del film, un occhio esperto coglierà in Settembre anche una regia sofisticata, che non disdegna i campi lunghi, che descrivono un universo e mettono in comunicazione individui ed emozioni, mentre in sottofondo sentiamo Nico o i Velvet Underground.











