Secret Love, della sceneggiatrice e regista francese Eva Husson è il racconto di una giornata molto speciale, il 30 marzo del 1924, tratto dal romanzo di Graham Swift, Mothering Sunday
Con Odessa Young e Josh O' Connor, dopo essere stato presentato al Festival di Cannes, al TIFF Festival Internazionale del Film di Toronto è approdato anche a Roma
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Secret Love, della sceneggiatrice e regista francese Eva Husson è il racconto di una giornata molto speciale, il 30 marzo del 1924, la domenica Festa della mamma, tratto dal romanzo di Graham Swift, Mothering Sunday uscito nel 2016 e definito dal Guardian "un capolavoro".
Con Odessa Young e Josh O' Connor, dopo essere stato presentato al Festival di Cannes, al TIFF Festival Internazionale del Film di Toronto, al BFI London Film Festival e alla Festa del Cinema di Roma, arriva al cinema dal 20 luglio con Lucky Red.
L'amore segreto, l'amore proibito è quello tra la cameriera orfana Jane (Odessa Young) e lo studente di legge Paul (Josh O'Connor) a undici giorni dal suo matrimonio con la figlia di amici di famiglia. Nella campagna inglese anni Venti tre famiglie sono legate da un vincolo di amicizia e morte: Paul è l'unico sopravvissuto di un gruppo di amici, giovani rampolli mai tornati dal fronte della Prima guerra mondiale tra cui i suoi due fratelli uno dei quali avrebbe dovuto sposare la donna che oggi è promessa a lui.
L'amore tra Paul e Jane non solo è proibito per la differenza di classe sociale, ma per questo vincolo che le tre famiglie, gli Sheringham, i Niven e gli Hobdays, ingarbugliate nel dolore della perdita, non potrebbero mai sciogliere. I coniugi Niven (Colin Firth e Olivia Colman) sono i datori di lavoro di Jane, ormai soli dopo la morte dei loro due figli, gli Sheringham sono i genitori di Paul mentre gli Hobdays sono i genitori di Emma, il cui dolore per la morte del fidanzato non è minimamente lenito dall'idea di sposarne il fratello.
"Il libro è finito sulla mia scrivania mentre stavo lavorando a un progetto totalmente diverso - ci ha raccontato a Cannes la regista - l’ho trovato straordinario e mi ha fatto piangere moltissimo. Questa storia mi ha fatto sentire molto vulnerabile, una sensazione importante, preziosa per non dimenticare la nostra umanità e lo spettro della vita: il tema della perdita, del dolore… aspetti che ci definiscono come esseri umani piuttosto che essere una pietra o un pesce. Ogni volta che comincio a lavorare a un film mi sento male, mi convinco che non riuscirò a portarlo a termine e questo vale anche nella mia vita sentimentale, come mamma e come essere umano in generale. Allo stesso modo cerco di essere aperta e rimanere connessa con il mondo".












