Con Corinne Clery e Francesco Branchetti, è andata in scena al Teatro Comunale di Catanzaro, nell’ambito della stagione teatrale di Ama Calabria diretta da Francescantonio Pollice
Lo spettacolo è sostenuto dal Ministero della Cultura – Direzione Generale dello Spettacolo e dalla Regione Calabria
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CATANZARO - Esilarante, romantico e non privo di una malcelata malinconia. La prima delle tre repliche calabresi de “Il diario di Adamo ed Eva”, con Corinne Clery e Francesco Branchetti, è andata in scena al Teatro Comunale di Catanzaro, nell’ambito della stagione teatrale di Ama Calabria diretta da Francescantonio Pollice. Lo spettacolo è sostenuto dal Ministero della Cultura – Direzione Generale dello Spettacolo e dalla Regione Calabria. L’incontro tra Adamo ed Eva, descritto da Mark Twain, è stato riportato sul palcoscenico con estrema cura da Francesco Branchetti, che con la sua regia ha pensato di dare vita al reading degli attori con l’inserimento di due mimi, Giorgia Battistoni e Mario Biondino. Una celebrazione delle parole attraverso i gesti, che hanno dato una maggiore completezza alla interpretazione di Corinne Clery e dello stesso Branchetti.
Nonostante sia stato scritto nel 1905, “Il diario di Adamo ed Eva” rivela una assoluta contemporaneità. La Creazione immaginata da Twain è stata rivissuta con fluidità dal continuo alternarsi dei due attori. Adamo è scontroso, amante della solitudine, privo di emozioni. L’esatto contrario di Eva, donna che ama ciò che la circonda, vogliosa di scoprire la vita e con una sensibilità incompresa dal suo compagno. Lo scenario descritto dalle parole dei due protagonisti mette in contrapposizione le loro differenti personalità che, pur partendo da posizioni opposte, nel corso del racconto raggiungono un punto comune: l’Amore.
Corinne Clery e Francesco Branchetti entrano perfettamente nella parte. L’ironia lascia spazio a un velo di tristezza, che viene colta appieno dal pubblico. Il sentimento viene svelato e i dubbi rivelano certezze. “Se chiedo a me stessa perché lo amo, non so dare una risposta, ma in realtà non mi importa tanto di saperlo. Credo che debba essere così”.
Nella parte finale la regia di Branchetti riesce a trasmettere con forza le emozioni vissute da Adamo ed Eva nell’evoluzione del loro rapporto, che diventa sempre più profondo. I contrasti e le divergenze scompaiono davanti a un sentimento intimo. Corinne Clery è convincente nel ruolo di una Eva tanto ingenua quanto vogliosa di dare un senso alla sua esistenza. Il bisbetico Adamo di Francesco Branchetti rivela una fragilità imprevista quando la sua amata muore, tanto da scrivere sulla sua tomba “ovunque lei sia stata, quello era l’Eden”. Parole che toccano il cuore del pubblico, che esprime il suo consenso con un lungo applauso finale.











