Cultura e Società

Il legame profondo tra turismo e cultura

L'Università “Magna Garecia” di Catanzaro ha rappresentato con una sua delegazione l'Italia a una conferenza internazionale che si è svolta all'Erasmus di Rotterdam

Al centro dell'attenzione un’analisi approfondita sul mondo post-pandemico e su come i viaggi stiano gradualmente recuperando popolarità

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Il legame indissolubile tra turismo e cultura e tra educazione turistica ed educazione culturale. Questo tema ha rappresentato il cuore di una importante conferenza che in Olanda ha visto protagonista l'Università di Catanzaro. La conferenza si è tenuta  all'Università Erasmus di Rotterdam, il titolo è stato “Colmare le culture attraverso il viaggio: dalla teoria alla pratica”, un chiaro riferimento agli strumenti teorici e pratico-operativi a disposizione degli studiosi di turismo culturale e agli obiettivi che si prefiggono il progetto CultSense e l’Atlas (“Association for tourism and leisure education and research”) che, sin dal 1991, promuove lo scambio, la ricerca transnazionale e lo sviluppo professionale nell’ambito della materia in esame. 

A rappresentare l’ Università Magna Grecia di Catanzaro, e tutta l’Italia, sono state le dottorande di ricerca in “Ordine giuridico ed economico” Matilde Ferrero e Irene Pinto che, nel corso della terza sessione della conferenza, hanno presentato i loro lavori. La dottoressa Ferrero ha esposto la sua relazione dal titolo “Art and Gastronomy in Emerging Tourism Practise. Cultural Challenges in the Field of Food and Wine”, mentre la dottoressa Pinto ha presentato il suo lavoro dal titolo “A resilience planning approach for the reappraisal of the inner areas of Calabria region through digital innovation”. Al centro del dibattito un’analisi approfondita sul mondo post-pandemico e su come i viaggi e il turismo stiano gradualmente recuperando popolarità. Insieme ad una joint venture di Cultsense e del Gruppo di interesse Speciale Atlas sul turismo culturale, sono stati esplorati i modi per collegare le culture attraverso i viaggi ed è stato esaminato il contributo delle espressioni artistiche locali in quanto portatrici di pratiche culturali sensibili. 

Da due anni il progetto Cultsense (CultSense- Sensitizing Young Travellers for Local culture, www. cultense.com) si concentra sull’affrontare e rispondere a diversi interrogativi tra cui l'interrogativo su quale sia il modo in cuii viaggi possano incoraggiare la sensibilità culturale, se la sensibilità culturale rappresenti una competenza con cui l’educazione turistica possa lavorare, come il viaggio possa influire sulle conoscenze e sulle competenze di studenti e visitatori e, appunto, in che modo le esperienze turistiche possano funzionare come mezzo per collegare le culture. 

 L'articolo integrale nel Settimanale di venerdì in formato digitale

 

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