Al Centro Calabrese di solidarietà di Catanzaro la Giornata mondiale contro le dipendenze e la celebrazione delle graduazioni, alla presenza dell’arcivescovo Maniago
Toccante evento durante il quale i ragazzi e le ragazze che hanno concluso il percorso terapeutico con esito positivo si presentano alle loro famiglie ed alla società
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CATANZARO – Storie e percorsi che si intrecciano, mani tese che diventano l’ancora di salvezza per restare a galla e non affogare nel senso di solitudine, di inadeguatezza, di disperazione che fa perdere l’orientamento, e trasforma uomini e donne in invisibili da dimenticare.
Chi decide di varcare la soglia del Centro calabrese di solidarietà di Catanzaro – Ente no profit che dal 20 marzo 1986 opera nel campo del disagio e dell’emarginazione - per combattere contro le dipendenze, per ritrovare se stesso e recuperare gli affetti smarriti, entra a far parte di una grande famiglia che non ti abbandona mai. Nemmeno quando la porta per tornare nel mondo è aperta, e fuori si intravedono le opportunità della rinascita da trasformare in futuro. Al Centro presieduto da Isolina Mantelli, tra i momenti più intensi ed emozionanti, c’è quello che viene denominato “graduazione”: è un evento durante il quale i ragazzi e le ragazze che hanno concluso il percorso terapeutico con esito positivo si presentano alle loro famiglie ed alla società tagliando il traguardo del loro cambiamento e della loro rinascita. La graduazione è la testimonianza, per chi è ancora in percorso, che cambiare è possibile. Quest’anno il Centro calabrese di solidarietà ha voluto far coincidere l’evento con la “Giornata Mondiale Contro le Dipendenze” che risale al 1987, ed è stata voluta dall’assemblea generale delle Nazioni Unite per ricordare l’obiettivo comune a tutti gli Stati membri di creare una comunità internazionale libera dalla droga.











